Fra le diverse tipologie di lenti per occhiali da vista sono disponibili anche modelli che permettono di proteggersi con efficacia dai raggi UV. Si tratta delle lenti fotocromatiche che, come indica il nome, diventano più scure quando si è all’esterno, una volta investite dai raggi del sole, per poi tornare trasparenti in interno. 

Utili e versatili per chi trascorre molto tempo sotto la luce del sole, ma perfette anche per chi desidera mantenere una visione chiara anche negli spostamenti occasionali, le lenti fotocromatiche presentano dei pro e contro che vanno considerati con attenzione prima di un eventuale acquisto.

Storia delle lenti da vista fotocromatiche

La nascita di questa tipologia è da collocare intorno agli anni ’60 del secolo scorso, quando la Corning, azienda specializzata nella produzione di materiale vetroso per l’industria e la ricerca scientifica, eseguì alcuni studi su sostanze reagenti alla luce da applicare alle lenti oftalmiche in vetro.

La scelta di questo materiale poteva sembrare inusuale, ma fu necessaria, almeno per qualche decennio, in quanto i reagenti coinvolti nel processo di fotocromatismo non erano compatibili con le lenti infrangibili già in commercio. Tuttavia, negli anni ’80 la maggiore diffusione di quest’ultime portò anche altre aziende a concentrarsi sulla produzione di lenti da vista fotocromatiche non vetrose, con risultati sempre più incoraggianti, soprattutto negli anni ’90.

Oggi questo tipo di lenti è stato perfezionato per garantire a chi le indossa una buona protezione dai raggi UV senza rinunciare a un’adeguata resistenza agli urti. Non solo: a seconda degli elementi utilizzati durante il processo fotocromatico, è possibile anche ottenere un prodotto colorato, con sfumature più classiche come il grigio o il verde oppure più inusuali come l’ametista o lo zaffiro.

Il processo per ottenere il fotocromatismo

Per realizzare un paio di lenti fotocromatiche si deve ricorrere ad alcuni reagenti specifici che donano la caratteristica capacità di scurirsi in presenza di raggi UV. Questi elementi non sono sempre uguali, ma cambiano a seconda del materiale che compone le stesse lenti. 

Nel caso delle lenti fotocromatiche Transitions si utilizzano dei materiali organici, che permettono di ottenere uno scurimento rapido senza rinunciare a un’ottima comodità di utilizzo. Inoltre, il modello Transitions Xtractive è capace di schermare la luce anche in macchina, quando i raggi UV vengono già intercettati dal parabrezza.

In che cosa consiste il fotocromatismo? I reagenti delle lenti si attivano in presenza di raggi UV innescando dei cambiamenti a livello di configurazione elettronica: in parole semplici, le molecole possono modificarsi per attrarre o respingere la luce “aprendosi” e “chiudendosi”. Nel primo caso le lenti diventano più scure, nel secondo invece tornano trasparenti. Il cambio fra uno stato e l’altro può avere velocità differenti a seconda dell’intensità dei raggi UV: di solito a una luce più forte corrisponde uno scurimento più rapido  viceversa.

Lenti da vista fotocromatiche: i pro e i contro

Naturalmente, le lenti da vista fotocromatiche non sono che una delle tipologie di dispositivi per la vista che si possono acquistare. Per capire se si tratta del prodotto che fa a caso proprio si possono considerare alcuni pro e contro.

PRO:

  • Versatilità: utilizzare un paio di lenti da vista fotocromatiche vuol dire sfruttare un prodotto adatto sia all’interno che all’esterno. Molto spesso, soprattutto nei mesi estivi, una passeggiata può essere rovinata dalla luce del sole troppo insistente: indossare un paio di occhiali da sole può certamente risolvere il problema, ma crearne un altro, in quanto non si può vedere l’ambiente intorno in maniera chiara. Le lenti fotocromatiche permettono di non cambiare paio di occhiali a seconda della luce ambientale, e sono per questo adatte anche per la guida.
  • Resistenza: grazie alla loro realizzazione in materiali plastici, le lenti fotocromatiche possono resistere efficaciemente agli urti e a eventuali cadute. Inoltre, è possibile anche sottoporle ad eventuali altri trattamenti antigraffio, antiriflesso che ne miglioreranno la resa.
  • Protezione: le lenti fotocromatiche possono proteggere l’occhio non solo dai raggi UV, ma anche da altri tipi di radiazioni dannose come la luce blu-viola degli schermi di computer, televisori e cellulari, aiutando a diminuire il fastidio alla vista.

Personalizzazione: come abbiamo già detto, è possibile scegliere diversi colori per le lenti fotocromatiche. Benché questi siano molto spesso vincolati a una base grigia o a una marrone, si può comunque disporre di un’ampia gamma di blu o verdi perfetti per ogni esigenza estetica, anche specchiate. La marca più diffusa al mondo è sicuramente Transitions®.

CONTRO:

Le lenti fotocromatiche, grazie alla tecnologia particolarmente avanzata utilizzata per realizzarle, non presentano particolari svantaggi, anche se possono presentare alcune leggere mancanze che molto spesso non risultano eccessive per chi desidera un buon paio di occhiali da vista versatili e affidabili. Per esempio, questi modelli non diventano scuri come gli occhiali da sole specchiati o gli occhiali da sole categoria 3 per l’uso in alta montagna, ma riescono comunque a filtrare il 100% dei raggi UV.

Un’altra caratteristica è legata all’utilizzo in auto: la tecnologia Xtractive, infatti, fa sì che l’intensità dell’oscuramento dipenda dal filtro solare che è già presente nel parabrezza del veicolo, con variazioni a seconda del modello e delle condizioni di luce.

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