Quando si acquista un paio di occhiali o delle lenti a contatto è possibile rivolgersi a dei professionisti che possono determinare con esattezza la patologia (miopia, presbiopia, astigmatismo), ma non è sempre facile capire a quale rivolgersi. Termini come ottico, optometrista, ortottista e oculista potrebbero confondere le idee, ma in realtà ognuno di essi indica una persona che, per formazione ed esperienza, è abilitata a rispondere a delle esigenze differenti: per questo motivo è bene soffermarsi qualche momento su ogni figura. Analizziamole insieme.
Come lavora l’oculista
Partiamo dall’oculista, un professionista dell’ambito medico legato a tutto quello che concerne la visione e gli occhi. Si diventa oculisti solo dopo aver seguito un rigoroso percorso di studi: prima di tutto serve la laurea in Medicina e Chirurgia, più l’abilitazione per la pratica medica e un attestato rilasciato da uno specifico istituto di formazione. In tutto, l’oculista passa più di 10 anni a studiare patologie della visione per poi diventare un esperto che non solo può prescrivere occhiali o lenti a contatto, ma è anche abilitato a diagnosticare malattie o effettuare interventi chirurgici.
In breve, l’oculista è la figura più autorevole per quanto concerne il lato clinico, in quanto dispone di una lunga esperienza derivata dallo studio degli occhi. Ci si può rivolgere per problematiche legate alla vista o in caso di malattie.
Di cosa si occupa un optometrista
L’expertise di un optometrista è in parte lo stesso di quello di un oculista, in quanto può individuare e trattare i disturbi della vista tramite mezzi ottico-fisici, a patto che questi non richiedano un intervento oppure dei medicinali.
Un optometrista segue un percorso accademico meno lungo: dev’essere in possesso di una laurea triennale e non è quindi un professionista per quanto riguarda l’ambito medico: in caso di patologie, insomma, dovrà indirizzare il proprio paziente da un oculista.
In ogni caso, l’optometrista dev’essere abile nel correggere e prevenire i difetti visivi prescrivendo dispositivi come occhiali, lenti a contatto o ausili per ipovedenti, o intervenendo con terapie che possano “educare” gli occhi.
L’ottico e le sue mansioni
L’ottico è il professionista che agisce maggiormente nel campo pratico, curando lenti, montature e altri componenti degli occhiali o degli altri dispositivi per la visione. Può effettuare anche dei test ottici sui clienti che desiderano acquistare una montatura ed è abilitato a sostituire e riparare modelli già esistenti. Inoltre, gestisce un negozio di ottica.
Per diventare ottico è possibile sia acquisire la laurea in Ottica e Optometria, oppure rivolgersi a delle scuole di specializzazione: si tratta di un requisito che varia a seconda del Paese. Oltre alla teoria, per diventare dei bravi ottici è necessario dedicare molto tempo alla pratica, svolgendo dei tirocini nei negozi o nei laboratori di ottica: solo così è possibile perfezionare il proprio bagaglio di competenze.
L’ottico optometrista
Molto spesso è possibile anche incontrare questo termine: si tratta di una figura che unisce le competenze di ottica e optometria per prescrivere occhiali e altri dispositivi ai clienti. Può agire basandosi sulle diagnosi di un oculista decidendo quale tipo di lenti o occhiali sarà più adatto a correggere i difetti della vista del paziente.
L’ortottista: chi è e che cosa fa
Anche l’ortottista è uno specialista della cura di difetti visivi, ma si occupa principalmente delle problematiche legate alla visione binoculare, come quelle che si presentano in caso di motilità (strabismo) o ambliopia (occhio pigro). Devono aver conseguito una laurea triennale che li abiliti a svolgere alcuni esami diagnostici che effettuano lavorando a fianco di un oculista: per esempio tonometria, esame del campo visivo, topografia corneale, pachimetria corneale, autorefrattometria e misurazione della vista.
Attenzione: questo non vuol dire che hanno la stessa funzione di un esperto in oftalmologia, che in virtù della sua formazione è l’unico autorizzato a esprimersi per quanto riguarda le diagnosi dei disturbi visivi e relative terapie.
Conclusioni
In questo articolo abbiamo visto che esistono diverse figure che si possono occupare della salute dei nostri occhi e della nostra visione. Conoscendole meglio è possibile capire chi consultare in caso sorgano delle problematiche o quando, più semplicemente, si desideri cambiare gli occhiali o le lenti a contatto.
È molto importante ricordare che, come tutti gli specialisti legati alla nostra salute, l’oculista va consultato periodicamente, soprattutto se sorgono problemi che potrebbero essere causati dalla perdita di decimi. In particolare, è sempre meglio effettuare delle visite di controllo con l’avanzare dell’età, oppure quando un bimbo inizia a frequentare la scuola e a leggere, periodo dove si possono manifestare i primi sintomi di mancanze visive come la miopia.



























